Dopo aver messo in chiaro il
carattere di probatio calami del mio nuovo network da blogsphera1 e dopo
aver fatto tesoro di sane correzioni fraterne2, è tempo di gettare le
basi di quella cornice narrativo-saggistica che presiederà a tutti i luoghi di riflessione
che sto costituendo qui in Rete. Una mappa stradale per orientarsi nello sviluppo
del progetto in corso, evitando facili accelerazioni come passi elefantiaci e impaludamenti
tematico-discorsivi. Farò seguire alcune indicazioni che permettano al lettore presente
e futuro di capire ciò che sto compiendo, quello che voglio trasmettere, gli approfondimenti
che verranno.
Primo
punto: La peculiarità.
Non esiste argomento, per quanto
di nicchia, che ormai non abbia su internet i suoi luoghi di approfondimento: podcast,
canali youtube, web-sites, community ecc…Tutto ciò sembra scoraggiare l’avvio di
ogni nuovo progetto o la sua fatale conclusione in un nulla di fatto. “Tutto è stato già detto; tutto
è stato già scritto”, si potrebbe erroneamente pensare. In parte- come ho testé
riportato- è vero, ma occorre vedere il come. Nelle nostre società così caoticamente
complesse non conta solo come e quanto sai e conosci, ma il modo in cui metti a
frutto questo tuo background. Ecco il primo punto che guiderà il mio progetto: la peculiarità.
Si tratti di letteratura, arte, teologia, politologia, storia del costume, la mia
vox sarà- o si sforzerà di essere- particolare,
innovativa, speciale. Chi legge i miei blogs non necessariamente deve acquisire
nuove conoscenze, ma un nuovo modo di vedere le realtà che già ha presenti3.
II nostro tempo è prezioso e non lo si può sprecare in una repetitio sterile di dati già presenti alla nostra memoria. La mia prospettiva
deve stimolare e arricchire, non essere forzatamente condivisibile4.
Secondo
punto: La tranquilla indifferenza
Gran parte dei progetti in rete,
soprattutto canali video e realtà consimili, sono animati dall’urgenza del piacere
a tutti i costi, dell’aumentare followers, del ricavare guadagni. E questa peste
mercantilistica ammorba non solo i nativi digitali- millennials e z generation-
ma pure autori di un certo peso e rilievo, nonché progetti culturalmente sostenuti,
che non disdegnano di lisciare il pelo ad una trivializzazione di contenuti e opzioni
solo per far cassa.
Stante il più volte richiamato
carattere di probatio calami della mia
impresa, il secondo punto strategico –ma lo consiglio pure a chi vuol durare nel
tempo- è la tranquilla
indifferenza. Non stiamo a contare
quante visualizzazioni ha avuto un post, se ci sono o meno commenti, magari a mo’
di claque e di mera approvazione stucchevole, ma proseguiamo in serenità il nostro
cammino, certi di sapere dove andare e cosa proporre.
Terzo
punto: Lo studio pregresso e l’allestimento curato
Il terzo punto si scinde in due
parti. Da un lato serve uno studio pregresso ampio, duraturo, appassionato, perseverante.
Non basta mettere immagini accattivanti, video mirabolanti e poi copia-incollare
materiale di riporto da altre sedi, magari senza neppure averlo letto, o letto bene.
Di blogs di questo genere, ma pure di siti web, ne ho visti nascere e morire moltissimi
nell’ultimo ventennio. E’ un mero fuoco fatuo, una fiammata inutilmente deludente
che non aiuta né sé e neppure gli altri.
Ma occorre anche curare un allestimento
del materiale. Non si possono travasare sic
et simpliciter bozze di studio e schede di appunti nel nuovo contenitore telematico.
Il post deve essere un nuovo textus, ben tessuto in tutte le sue parti. Certo nel
mio caso si tratta di prove di penna, ma parimenti di esercizi di scrittura, che
debbono avere una loro dignità stilistica e formale. Nessun pressappochismo cialtronesco
e arruffato. Per questo – ad onta di quanto ancora non avviene presso gran parte
dei siti, blogs e piattaforme varie- sono convintissimo che anche un semplice post
da blog personale non possa rinunciare ad un più o meno ampio apparato di note e
di riferimenti bibliografici. Tutto sempre nell’interesse della buona scienza e
di coloro che usufruiranno del nostro servizio.
Il
redde rationem: Il sistema dell’Autore
a chi legge
Di punti potremmo aggiungerne
molti altri, ma credo che sarebbero soltanto specificazioni dei tre già esposti
e solo la frequentazione delle mie ricerche potrà disvelare al fedele lettore le
dinamiche pratiche di quanto riportato sopra.
Occorre, adesso, trarre le dovute
conclusioni e lanciare il sistema entro il quale imposterò mutatis mutandis le varie sezioni della suddetta ricostituenda blogsphera
personale. Si tratta del cosiddetto sistema dell’Autore a chi legge.
Ogni blog sarà aperto con un’introduzione
“Autore a chi legge”5, in cui il sottoscritto fisserà le linee maestre
dell’indagine che verrà svolta in seguito, senza chiuderla tuttavia in gabbie programmatiche
non suscettibili di ulteriori modifiche e cambiamenti. Il lettore, così, sarà subito
illuminato su ciò che il blog vuole trattare, senza avere sorprese e senza aspettarsi
ciò che la pagina web non potrà dargli. Se vorrà rimanere a leggere, lo farà; altrimenti
non avrà perso tempo inutilmente.
Ecco approntata questa sorta
d’introduzione alle introduzioni che dovrà essere tenuta presente come salvacondotto
nell’esplorazione del mio network. Buona navigazione.
Francesco
Baldini
Note:
[1]: Cfr. F. Baldini, Probationes
calami e copright 29 marzo 2016 (https://convivio2016.blogspot.com/2016/03/probationes-calami-e-copyright.html)
[2]: Cfr. F. Baldini, Cordialmente
vostro 13 luglio 2016 (https://convivio2016.blogspot.com/2016/07/normal-0-14-false-false-false-it-x-none.html)
[3]: Va da sé, tuttavia, che i miei studi inseriti nelle
varie sezioni debbano pure erudire la plaetea dei miei lettori
[4]: Su questo punto avrò modo di tornarci con più calma
in futuro
[5]: In quelli già avviati, verrà inserito un post di
chiarificazione di quanto è stato già inserito
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