mercoledì 18 luglio 2018

L’introduzione alle introduzioni.


Dopo aver messo in chiaro il carattere di probatio calami del  mio nuovo network da blogsphera1 e dopo aver fatto tesoro di sane correzioni fraterne2, è tempo di gettare le basi di quella cornice narrativo-saggistica che presiederà a tutti i luoghi di riflessione che sto costituendo qui in Rete. Una mappa stradale per orientarsi nello sviluppo del progetto in corso, evitando facili accelerazioni come passi elefantiaci e impaludamenti tematico-discorsivi. Farò seguire alcune indicazioni che permettano al lettore presente e futuro di capire ciò che sto compiendo, quello che voglio trasmettere, gli approfondimenti che verranno.
Primo punto: La peculiarità.
Non esiste argomento, per quanto di nicchia, che ormai non abbia su internet i suoi luoghi di approfondimento: podcast, canali youtube, web-sites, community ecc…Tutto ciò sembra scoraggiare l’avvio di ogni nuovo progetto o la sua fatale conclusione in un  nulla di fatto. “Tutto è stato già detto; tutto è stato già scritto”, si potrebbe erroneamente pensare. In parte- come ho testé riportato- è vero, ma occorre vedere il come. Nelle nostre società così caoticamente complesse non conta solo come e quanto sai e conosci, ma il modo in cui metti a frutto questo tuo background. Ecco il primo punto che guiderà il mio progetto: la peculiarità. Si tratti di letteratura, arte, teologia, politologia, storia del costume, la mia vox sarà- o si sforzerà di  essere- particolare, innovativa, speciale. Chi legge i miei blogs non necessariamente deve acquisire nuove conoscenze, ma un nuovo modo di vedere le realtà che già ha presenti3. II nostro tempo è prezioso e non lo si può sprecare in una repetitio sterile di dati già presenti alla nostra memoria. La mia prospettiva deve stimolare e arricchire, non essere forzatamente condivisibile4.
Secondo punto: La tranquilla indifferenza
Gran parte dei progetti in rete, soprattutto canali video e realtà consimili, sono animati dall’urgenza del piacere a tutti i costi, dell’aumentare followers, del ricavare guadagni. E questa peste mercantilistica ammorba non solo i nativi digitali- millennials e z generation- ma pure autori di un certo peso e rilievo, nonché progetti culturalmente sostenuti, che non disdegnano di lisciare il pelo ad una trivializzazione di contenuti e opzioni solo per far cassa.
Stante il più volte richiamato carattere di probatio calami della mia impresa, il secondo punto strategico –ma lo consiglio pure a chi vuol durare nel tempo- è la tranquilla indifferenza. Non stiamo a contare quante visualizzazioni ha avuto un post, se ci sono o meno commenti, magari a mo’ di claque e di mera approvazione stucchevole, ma proseguiamo in serenità il nostro cammino, certi di sapere dove andare e cosa proporre.
Terzo punto: Lo studio pregresso e l’allestimento curato
Il terzo punto si scinde in due parti. Da un lato serve uno studio pregresso ampio, duraturo, appassionato, perseverante. Non basta mettere immagini accattivanti, video mirabolanti e poi copia-incollare materiale di riporto da altre sedi, magari senza neppure averlo letto, o letto bene. Di blogs di questo genere, ma pure di siti web, ne ho visti nascere e morire moltissimi nell’ultimo ventennio. E’ un mero fuoco fatuo, una fiammata inutilmente deludente che non aiuta né sé e neppure gli altri.
Ma occorre anche curare un allestimento del materiale. Non si possono travasare sic et simpliciter bozze di studio e schede di appunti nel nuovo contenitore telematico. Il post deve essere un nuovo textus, ben tessuto in tutte le sue parti. Certo nel mio caso si tratta di prove di penna, ma parimenti di esercizi di scrittura, che debbono avere una loro dignità stilistica e formale. Nessun pressappochismo cialtronesco e arruffato. Per questo – ad onta di quanto ancora non avviene presso gran parte dei siti, blogs e piattaforme varie- sono convintissimo che anche un semplice post da blog personale non possa rinunciare ad un più o meno ampio apparato di note e di riferimenti bibliografici. Tutto sempre nell’interesse della buona scienza e di coloro che usufruiranno del nostro servizio.

Il redde rationem: Il sistema dell’Autore a chi legge
Di punti potremmo aggiungerne molti altri, ma credo che sarebbero soltanto specificazioni dei tre già esposti e solo la frequentazione delle mie ricerche potrà disvelare al fedele lettore le dinamiche pratiche di quanto riportato sopra.
Occorre, adesso, trarre le dovute conclusioni e lanciare il sistema entro il quale imposterò mutatis mutandis le varie sezioni della suddetta ricostituenda blogsphera personale. Si tratta del cosiddetto sistema dell’Autore a chi legge.
Ogni blog sarà aperto con un’introduzione “Autore a chi legge”5, in cui il sottoscritto fisserà le linee maestre dell’indagine che verrà svolta in seguito, senza chiuderla tuttavia in gabbie programmatiche non suscettibili di ulteriori modifiche e cambiamenti. Il lettore, così, sarà subito illuminato su ciò che il blog vuole trattare, senza avere sorprese e senza aspettarsi ciò che la pagina web non potrà dargli. Se vorrà rimanere a leggere, lo farà; altrimenti non avrà perso tempo inutilmente.
Ecco approntata questa sorta d’introduzione alle introduzioni che dovrà essere tenuta presente come salvacondotto nell’esplorazione del mio network. Buona navigazione.

Francesco Baldini

Note:

[1]: Cfr. F. Baldini, Probationes calami e copright 29 marzo 2016 (https://convivio2016.blogspot.com/2016/03/probationes-calami-e-copyright.html)
[2]: Cfr. F. Baldini, Cordialmente vostro 13 luglio 2016 (https://convivio2016.blogspot.com/2016/07/normal-0-14-false-false-false-it-x-none.html)
[3]: Va da sé, tuttavia, che i miei studi inseriti nelle varie sezioni debbano pure erudire la plaetea dei miei lettori
[4]: Su questo punto avrò modo di tornarci con più calma in futuro
[5]: In quelli già avviati, verrà inserito un post di chiarificazione di quanto è stato già inserito

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