giovedì 31 marzo 2016
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mercoledì 30 marzo 2016
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martedì 29 marzo 2016
Probationes calami e copyright
Sursum corda!
[I]: Probationes calami e copyright
Ho sempre detestato quel prodotto della Modernità che è il
copyright. L’autore che sente il bisogno di dire io e di guadagnare sulla propria
fatica intellettuale e spirituale. Ma anche in questo caso la Provvidenza mi ha
illuminato per mezzo del mio direttore spirituale. Oltre a spronarmi a
scrivere, provare e riprovare ed a fregarmene delle piccinerie di certi mondi
iperuranici, intellettualoidi ed autosufficienti, mi ha fatto capire come sia
cosa buona e giusta trarre un beneficio dal proprio sforzo mentale. E non parlo
solo in termini economici e pecuniari, ma in special mondo in termini di
visibilità sociale. E questo per un amante della riservatezza e refrattario ad
ogni flash o telecamera come me è la peggiore delle penitenze. Infatti, questo
blog ha avuto tra gli imperativi quello di usare il nome vero perché il tempo
delle coperture e degli pseudonimi è terminato e con esso la maschera
protettiva che essi comportano. La seconda penitenza è quella di metterci la
faccia. Dovrò finalmente imparare a farmi selfi a ripetizione. Prevedo esiti
grotteschi, almeno all’inizio.
Ma come organizzare un blog in stile 2.0, che non si limiti
ad una militanza vecchio tipo, ma che integri e fonda piani e dimensioni
diverse? Provando e riprovando. Fin da bambino ho sempre immaginato, durante
quegli adorabili pomeriggi di lettura liberante, uno studio che fosse anche uno
scriptorium, una sintesi di sapientia cristiana e medievale e curiositas
umanistica e bizzarie barocche, dove letteratura, arte, filosofia, storia
sacra, ma pure storia profana si parlino e si aiutino a vicenda. Quel sano
meticciato di culture che troppo beotamente viene esaltato da certo sinistrismo
intellettuale e troppo frettolosamente rifiutato da certe destre culturali.
Ma allora cosa saranno questi post? Probationes calami, prove
di penna e di mente per ciò che verrà poi. Ma cosa verrà in futuro? Cosa ne
farò di questo materiale? Letto, scritto e riscritto, levigato a modo potrebbe
diventare uno o più libri, sia ebook, che cartacei. E qui giungon le dolenti
note…La nostra società ultratecnologica, se da un lato appiattisce tutto, dall’altro
offre strumenti un tempo insperati per gli spiriti liberi, o non
sufficientemente ammanicati.
Sono costretto, amici di blog, a confidarvi un piccolo
segreto. Sempre spinto da quello scassa..pardon sant’uomo del mio direttore
spirituale, qualche tempo fa avevo preparato due articoli per altrettante
riviste d’area filologico-letteraria e d’argomento dantesco e medievale.
Manoscritto dell’articolo inviato e solita politica editoriale sul diritto dell’editore
a non rendere il manoscritto. In entrambi i casi rifiutato, con grande garbo e
gentilezza. E masochisticamente mi sentivo sollevato. Avevo ragione io, il mio
direttore si era sbagliato. “Controlli bene”, mi dice lui. Sto cominciando a
credere che veda pure il futuro. Cosa è successo? Dopo qualche numero, le
medesime riviste con titoli e argomenti solo apparentemente diversi
presentavano entrambe le mie ipotesi di lavoro, messe in bocca ai cooptati di
turno. Solo allora ho capito il significato del copyright. La fatica della
raccolta del materiale bibliografico, della lettura attenta, dello studio
indefesso, le spese di viaggio per andare a consultare in loco certi testi…tutto
spazzato via da una decisione arbitraria quanto ingiusta.
Azioni legali? Rappresaglie varie? Non si piange sul latte
versato, diceva mio nonno. Però, ho capito che nascondersi dietro una falsa
umiltà che vuole celare solo accidia intellettuale e scarsa autostima è un
grave peccato d’omissione.
Ed eccoci qui. Cosa troverete in questo blog come altrove in
esperienze consimili? Un lavoro alla Umberto Eco, un esponente dell’altra parte
che ho sempre stimato, capace di scrivere su tutto e in modo originale. Chi non
riusciva ad eguagliarlo, come la volpe con l’uva, lo definiva un erudito
spocchioso, ma le sue bustine di Minerva erano una fucina d’idee anche per un
vandeano sanfedista come me. A Dio piacendo, troverete in questo blog argomenti
alti, ma pure le mie passioni dal fumetto alla cucina alle donne, le russo-ucraine
e le latino-americane in primis. Senza moralismi né anomismi stucchevoli,
consapevole che scrivo non per il plauso di quegli eroici che mi leggeranno, ma
per arricchirmi giorno dopo giorno e portare questa dote, questo serto di fiori
olezzanti al mio Re e alla mia Regina, ai quali debbo tutto. A.M.G.D
F.B.
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