mercoledì 13 luglio 2016

Cordialmente vostro.


   


         La correzione ben fatta è un imponente strumento di santificazione e nel contempo di perfezionamento umano ed intellettuale. In un’epoca come la nostra, malata di orgoglio e vanagloria, è difficilissimo trovare persone disposte a farsi correggere e per questo a migliorarsi.
         In virtù di un pluridecennale percorso umano e spirituale, mi reputo tra coloro che sono disposti a progredire anche grazie agli appunti che provengono dalle persone amiche, ma pure dai conoscenti e addirittura dai nemici, invidiosi e malevoli. Come impostare, però, una proficua correzione tale da essere recepita dal ricevente? A mio modesto avviso, il miglior tipo di correzione consiste nel fare i suddetti appunti migliorativi in sede privata e con un linguaggio cordiale seppur fermo e deciso. Certamente, ciò non si può pretendere dai propri nemici, i quali cercheranno sempre di farti sfigurare, o con la critica aperta e malevola o peggio ancora con l’indifferenza saccente e spocchiosa. Amici e conoscenti, invece, hanno il dovere morale d’impostare il ragionamento correttivo secondo i binari anzidetti sì da renderlo efficace.

Perché questa premessa sulla correzione fraterna? E’ presto detto. L’apertura di tre blog nello scorso aprile ha rallegrato i miei pochi, ma fedelissimi lettori che ormai da oltre 15 anni mi seguono o sotto pseudonimo o con nome reale nelle varie sedi internettiane dai vecchi forum politici ai vari esperimenti della blogsphera fino alla presenza sui social media almeno del 2009. Come costoro sanno benissimo, il sottoscritto dà il meglio di sé con lo strumento del blog. Il blog, infatti, sembra sottrarsi di più alla fiumana d’informazioni che la Rete scarica sulle nostre povere menti ogni dì, e che i social amplificano, banalizzando ogni notizia e impedendo una seria ricezione formativa di tutto ciò che ci scorre davanti. E’ pur vero che oggi gran parte dei blog cedono alla tentazione del hic et nunc o se preferite del carpe diem, svuotando una loro possibile funzione altamente pedagogica e culturale, e divenendo mere appendici informative di centri d’irradiamento testuale altrove allocati. Magari i suddetti blogs sono ricchi d’immagini e contenuti multimediali, ma assolutamente poveri di slancio formativo e d’interesse culturale.
         Pertanto, il mio approccio nei neonati blogs è e sarà del tipo del serva ordinem, di una altamente qualificata formazione, scandagliando certo ciò che la Rete offre, ma sottoponendolo ad un vaglio critico in modo da presentare soluzioni nuove o almeno non omologate. Per far ciò, gli aggiornamenti non possono avere una cadenza regolare, ma in certi casi neppure frequente. E’ vero, che ho parlato di questi miei nuovi blogs come di luoghi in cui mi eserciterò in probationes calami e ciò dovrebbe rendere i post inseriti un po’ più frequenti, ma occorre tener presente tutta una serie di fattori anche personali ed esistenziali che incidono non poco nella mia attività di blogger.
         Nondimeno, ho ricevuto molto volentieri alcune critiche da amici e conoscenti, di cui vado a parlare per sommi capi. Grazie anzitutto per questi rilievi che mi saranno utili d’ora in poi. Passiamoli in rassegna.
         Del primo ho già in parte parlato e si tratta dell’aggiornamento non frequente dei blogs. Debbo ammettere che, nonostante ciò che ho riferito sopra, cercherò di essere maggiormente presente. Ovviamente in questo caso non tutti i post avranno la cura e il labor limae che vorrei concedere loro. Ma mi è stato anche rimproverato un atteggiamento remissivo sui grandi tempi dell’attualità ecclesiale, geopolitica e culturale. Il ruggito del vecchio leone Kaiser Franz si sarebbe spento. Su questo è necessario soffermarsi. Nato nel 1973, vissuto –come avrò modo di scrivere nella mia autobiografia quando e se la terminerò e pubblicherò- sempre in prima linea sia nella vita reale che in quella virtuale, anche su consiglio del mio direttore spirituale, ma pure per mia autonoma maturazione e riflessione, sono giunto alla conclusione non pavida ma realistica che la mia missione nella Militia Christi et Mariae si fondi su due polarità essenziali: Nascondimento e Raccoglimento. O altrimenti detto, preghiera e studio indefessi.
         “Ma non è come tenere una ferrari in uno stagno?”, mi scriveva tempo fa una mia lettrice a proposito di questa mia  scelta. Non so. Quello che so è che le avances che mi provengono ormai da anni da ambienti esoteristi e settari sono come le sirene di Ulisse, invitanti e mortifere, ma – qui ha ragione un amico esoterista e massone – è pure palesemente ingiusta la marginalizzazione che il sottoscritto come altri subiscono rispetto ad un mondo cattovandeano autoreferenziale, suddiviso in consorterie e sottogruppi settari, ognuno dedito alla venerazione carismatica del leader, senza collegamento e gioco di squadra. Fa pena vedere come il nepotismo abbia contagiato riviste nate molto bene e ogni ridotte a gruppi di potere culturale, scollegati gli uni gli altri e chiuse al multiforme mondo post-moderno.
         Arrabbiarsi ed inquietarsi per tutto ciò? Niente affatto! Certo, non pretendano lorsignori il mio 5 per mille né la mia questua. “Medico cura te stesso!” Tutto ciò, però, non vuol dire smettere di ricercare e studiare seriamente, attingendo pure a quella pubblicista che, seppur scoordinata e arruffona, presenta in nuce stimoli interessanti.
         Se Iddio Onnipotente ci ha fornito di doni e carismi, di talenti vari, non sarà un direttore saccente e maleducato che ci farà desistere. Esistono, grazie a Dio, vari strumenti per pubblicizzare il proprio lavoro, e questi utilizzeremo. Nessuna paura.
         Passiamo adesso a spiegare il perché del tono così sommesso fin qui adottato e che costituirà la cifra precipua del nostro lavoro futuro. Prendo due esempi per farmi capire meglio: la questione Bergoglio e l’attualità politica nei suoi vari aspetti nazionali e internazionali.

         Credo di essere stato tra primi a definire in termini forti la figura di Jorge Mario Bergoglio sia il giorno stesso della presunta elezione sia anni prima come testimoniano foto e post del mio account facebook. Ho proseguito pure dopo ma adesso in sede di neoblogs…il silenzio o quasi. L’esperimento Bergoglio, al di là delle quotidiane esternazioni, si è concluso, come sa tutti compreso il diretto interessato. La posta in gioco è il Papato romano e la persistenza visibile di Santa Romana Chiesa. Dal mio attuale punto di vista, pur rispettando chi combatte ogni giorno le derive ultramoderniste del bergoglismo, va compiuto un salto di qualità sia intellettuale che sociologico-religioso, nonché teologico e pastorale. Ma ci tornerò in documenti ad hoc.
         La Politica, il mio amore! Non perché abbia mia avuto velleità di candidarmi a qualsivoglia seggio o seggiolone, benché una dozzina di anni fa mi abbiano fatto una proposta di questo tipo. Il mio paradigma per la militanza politica diretta è quello di Cincinnato: se proprio dovrò, sarà per pochissimo tempo….Non è nelle mie corde una vita del genere. Altra cosa, invece, è la Politica come passione per la collettività attraverso elaborazioni di formule etico-spirituali, economico-sociali e poltico-culturali per migliorare la vita di tutti. Un ideologo, insomma. In virtù di quanto detto finora, nei miei blogs non posso commentare la cronaca politica spicciola, sia  che tratti del referendum renziano, delle presidenziali USA o della Brexit. Certamente, tutto ciò confluirà in schemi e analisi che però oltrepasserano la contingenza politica per inserirsi a pieno titolo nella ricostruzione dell’Ordo traditionalis, punto culminante di un  processo storico che ci vede invischiati in questo caos basso imperiale.
         Spero di aver soddisfatto i miei affezionati lettori e li ringrazio di nuovo per tutto con una promessa: CI RIVEDREMO MOLTO PRESTO.
F.B.
© Riproduzione riversata

martedì 19 aprile 2016

Ciao Doris. Sarai sempre con noi!



Per i disegni insondabili della Provvidenza divina, proprio mentre in Italia esce la settima stagione di “The Middle”, ci ha lasciati Doris Roberts, artista di calibro, conosciuta dal grande soprattutto per il ruolo di Maria Barone in “Tutti amano Raymond”
Doris, volto vivace e sbarazzino, non si è mai risparmiata sia nel lavoro che nella vita. Ha fatto qualche comparsa in “The Middle”, come pure nel movie natalizio del 2010 Mrs. Miracle - Una tata magica.
Indimenticabili i suoi battibecchi con la nuora in “Tutti amano Raymond”. E la nuora era interpretata dalla bravissima Patricia Heaton.

Ciao Doris e grazie di tutto!

Evviva tornano gli Heck!



In medio stat virtus. Dal 2009 ci deliziano con le loro avventure strampalate, ma maledettamente vere. Sono la famiglia Heck di Orson nell’Indiana. Dimenticatevi il glamour stucchevole della metropoli newyorkese, la California di cartapesta di certe – quasi tutte – le serie tv made in USA.
Gli Heck sono una normalissima famiglia media dell’america d’oggi, alle prese con crisi economica, crescita dei figli, problemi di vicinato, tutto affrontato con leggerezza e forza, proprie dell’America profonda. Si ride e si riflette, non c’è niente di banale in “The Middle”.
Motore e voce narrante della storia è Frankie Heck, al secolo Patricia Heaton, stupenda cinquantottenne, che ricordiamo sempre volentieri in “Tutti amano Raymond”. Madre casinara, ma sempre pronta a ribaltare situazioni disperate, Frankie è il volto solare e volitivo del genius femminile.
Neyl Flynn è il babbo, Mike Heck, capo-cantiere in una cava. Ama poche cose, parla poco, ma è presente in casa, quando c’è bisogno.
Axl il Mutandaro è il primogenito degli Heck. Pigro e svogliato, sa come rovesciare situazioni sfavorevoli con un colpo di genio. Cool per eccellenza ha finora avuto varie fidanzatine da quelle più “intellettuali” a quelle più schiette come lui. E’ ormai al college, ma in casa Heck si fa vedere spesso. Forse pure troppo.
Sue Sue Heck, doppio nome dovuto ad un errore all’anagrafe, è la fidanzatina che tutti vorremmo. Non lo dico in senso ironico. Sotto quell’apparecchio per i denti perennemente presente, può sembrare una bruttina complessata, una Bridget Jones versione teenager. Invece, Sue è generosa, altruista, amabile ed affettuosa, dolcissima. A cosa servono fidanzate-fighe, cheerleader dall’ego enorme e dalla sostanza umana zero? Sue riesce a trasformare delle sconfitte clamorose in trionfi inaspettati. Il suo personaggio è l’antidoto per eccellenza ai classici problemi adolescenziali. Sue sei un amore di ragazza!
Ma a quale personaggio mi sono identificato di più? Ma che parole….. Brick Heck, il piccolo di casa. Introverso, lettore famelico, spesso trascurato dai genitori alle prese con i casi(ni) dei primi due, fa parte a pieno titolo del sempre aperto “club dei geni incompresi”.

Il piccolo Atticus Shaffer l’abbiamo visto crescere sotto i nostri occhi fin dalla prima serie (2009). Brick, nella sesta serie ha pure trovato la sua prima fidanzatina, ma gestisce il tutto alla sua maniera. Basti pensare alla scena esilarante del primo bacio.

Non posso andare avanti. “The Middle”, serie tv poco conosciuta e pubblicizzata in Italia, ma sempre presente fin dalla prima serie, è un toccasana in questi tempi di caos preanticristico. Ci fa sorridere, ci fa sperare, ci fa reagire all’apatia imperanti. Forza Heck!
Arriviamo al punto. Mercoledì 20 aprile sbarca su Joy (pay tv Mediaset Premium) la settima serie inedita in Italia di “The Middle”. 20 minuti per ogni puntata. Un piccolo spicchio di tempo per rilassarsi e dire “Fanculex a tutto, ci sono gli Heck!”