La correzione ben fatta è un imponente
strumento di santificazione e nel contempo di perfezionamento umano ed
intellettuale. In un’epoca come la nostra, malata di orgoglio e vanagloria, è
difficilissimo trovare persone disposte a farsi correggere e per questo a
migliorarsi.
In virtù di un pluridecennale percorso
umano e spirituale, mi reputo tra coloro che sono disposti a progredire anche
grazie agli appunti che provengono dalle persone amiche, ma pure dai conoscenti
e addirittura dai nemici, invidiosi e malevoli. Come impostare, però, una
proficua correzione tale da essere recepita dal ricevente? A mio modesto
avviso, il miglior tipo di correzione consiste nel fare i suddetti appunti
migliorativi in sede privata e con un linguaggio cordiale seppur fermo e
deciso. Certamente, ciò non si può pretendere dai propri nemici, i quali cercheranno
sempre di farti sfigurare, o con la critica aperta e malevola o peggio ancora
con l’indifferenza saccente e spocchiosa. Amici e conoscenti, invece, hanno il
dovere morale d’impostare il ragionamento correttivo secondo i binari anzidetti
sì da renderlo efficace.
Perché questa premessa
sulla correzione fraterna? E’ presto detto. L’apertura
di tre blog nello scorso aprile ha rallegrato i miei pochi, ma fedelissimi
lettori che ormai da oltre 15 anni mi seguono o sotto pseudonimo o con nome
reale nelle varie sedi internettiane dai vecchi forum politici ai vari
esperimenti della blogsphera fino alla presenza sui social media almeno del
2009. Come costoro sanno benissimo, il sottoscritto dà il meglio di sé con lo
strumento del blog. Il blog, infatti, sembra sottrarsi di più alla fiumana
d’informazioni che la Rete scarica sulle nostre povere menti ogni dì, e che i
social amplificano, banalizzando ogni notizia e impedendo una seria ricezione
formativa di tutto ciò che ci scorre davanti. E’ pur vero che oggi gran parte
dei blog cedono alla tentazione del hic
et nunc o se preferite del carpe diem,
svuotando una loro possibile funzione altamente pedagogica e culturale, e
divenendo mere appendici informative di centri d’irradiamento testuale altrove
allocati. Magari i suddetti blogs sono ricchi d’immagini e contenuti
multimediali, ma assolutamente poveri di slancio formativo e d’interesse
culturale.
Pertanto, il mio approccio nei neonati blogs è e sarà del tipo del serva ordinem, di una
altamente qualificata formazione, scandagliando certo ciò che la Rete offre, ma
sottoponendolo ad un vaglio critico in modo da presentare soluzioni nuove o
almeno non omologate. Per far ciò, gli aggiornamenti non possono avere una
cadenza regolare, ma in certi casi neppure frequente. E’ vero, che ho parlato
di questi miei nuovi blogs come di luoghi in cui mi eserciterò in probationes
calami e ciò dovrebbe rendere i post inseriti un po’ più frequenti, ma occorre
tener presente tutta una serie di fattori anche personali ed esistenziali che
incidono non poco nella mia attività di blogger.
Nondimeno, ho ricevuto molto volentieri
alcune critiche da amici e conoscenti, di cui vado a parlare per sommi capi.
Grazie anzitutto per questi rilievi che mi saranno utili d’ora in poi.
Passiamoli in rassegna.
Del primo ho già in parte parlato e si
tratta dell’aggiornamento non frequente dei blogs. Debbo ammettere che,
nonostante ciò che ho riferito sopra, cercherò di essere maggiormente presente.
Ovviamente in questo caso non tutti i post avranno la cura e il labor limae che vorrei concedere loro.
Ma mi è stato anche rimproverato un atteggiamento remissivo sui grandi tempi
dell’attualità ecclesiale, geopolitica e culturale. Il ruggito del vecchio
leone Kaiser Franz si sarebbe spento. Su questo è necessario soffermarsi. Nato
nel 1973, vissuto –come avrò modo di scrivere nella mia autobiografia quando e
se la terminerò e pubblicherò- sempre in prima linea sia nella vita reale che
in quella virtuale, anche su consiglio del mio direttore spirituale, ma pure
per mia autonoma maturazione e riflessione, sono giunto alla conclusione non
pavida ma realistica che la mia missione nella Militia Christi et Mariae si
fondi su due polarità essenziali: Nascondimento e Raccoglimento. O altrimenti
detto, preghiera e studio indefessi.
“Ma non è
come tenere una ferrari in uno stagno?”, mi scriveva tempo fa
una mia lettrice a proposito di questa mia scelta. Non so. Quello che so è che le avances che mi provengono ormai da anni
da ambienti esoteristi e settari sono come le sirene di Ulisse, invitanti e
mortifere, ma – qui ha ragione un amico esoterista e massone – è pure
palesemente ingiusta la marginalizzazione che il sottoscritto come altri
subiscono rispetto ad un mondo cattovandeano autoreferenziale, suddiviso in
consorterie e sottogruppi settari, ognuno dedito alla venerazione carismatica
del leader, senza collegamento e gioco di squadra. Fa pena vedere come il
nepotismo abbia contagiato riviste nate molto bene e ogni ridotte a gruppi di
potere culturale, scollegati gli uni gli altri e chiuse al multiforme mondo
post-moderno.
Arrabbiarsi
ed inquietarsi per tutto ciò? Niente affatto! Certo, non
pretendano lorsignori il mio 5 per mille né la mia questua. “Medico cura te
stesso!” Tutto ciò, però, non vuol dire smettere di ricercare e studiare
seriamente, attingendo pure a quella pubblicista che, seppur scoordinata e
arruffona, presenta in nuce stimoli
interessanti.
Se Iddio Onnipotente ci ha fornito di
doni e carismi, di talenti vari, non sarà un direttore saccente e maleducato
che ci farà desistere. Esistono, grazie a Dio, vari strumenti per pubblicizzare
il proprio lavoro, e questi utilizzeremo. Nessuna
paura.
Passiamo adesso a spiegare il perché
del tono così sommesso fin qui adottato e che costituirà la cifra precipua del
nostro lavoro futuro. Prendo due esempi per farmi capire meglio: la questione Bergoglio e l’attualità politica nei suoi vari
aspetti nazionali e internazionali.
Credo di essere stato tra primi a
definire in termini forti la figura di Jorge Mario
Bergoglio sia il giorno stesso della presunta elezione sia anni
prima come testimoniano foto e post del mio account facebook. Ho proseguito
pure dopo ma adesso in sede di neoblogs…il silenzio o quasi. L’esperimento
Bergoglio, al di là delle quotidiane esternazioni, si è concluso, come sa tutti
compreso il diretto interessato. La posta in gioco è il Papato romano e la persistenza visibile di Santa Romana Chiesa.
Dal mio attuale punto di vista, pur rispettando chi combatte ogni giorno le
derive ultramoderniste del bergoglismo, va compiuto un salto di qualità sia
intellettuale che sociologico-religioso, nonché teologico e pastorale. Ma ci
tornerò in documenti ad hoc.
La Politica,
il mio amore! Non perché abbia mia avuto velleità di candidarmi a
qualsivoglia seggio o seggiolone, benché una dozzina di anni fa mi abbiano
fatto una proposta di questo tipo. Il mio paradigma per la militanza politica
diretta è quello di Cincinnato: se proprio dovrò, sarà per pochissimo
tempo….Non è nelle mie corde una vita del genere. Altra cosa, invece, è la Politica come passione per la collettività
attraverso elaborazioni di formule etico-spirituali, economico-sociali e
poltico-culturali per migliorare la vita di tutti. Un ideologo, insomma. In
virtù di quanto detto finora, nei miei blogs non posso commentare la cronaca
politica spicciola, sia che tratti del
referendum renziano, delle presidenziali USA o della Brexit. Certamente, tutto
ciò confluirà in schemi e analisi che però oltrepasserano la contingenza
politica per inserirsi a pieno titolo nella ricostruzione dell’Ordo traditionalis, punto culminante di
un processo storico che ci vede
invischiati in questo caos basso imperiale.
Spero di aver soddisfatto i miei
affezionati lettori e li ringrazio di nuovo per tutto con una promessa: CI
RIVEDREMO MOLTO PRESTO.
F.B.
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