Ci siamo pure quest’anno. Siamo arrivati a quelle settimane
centrali di agosto, nelle quali la dittatura della vacanza ad ogni costo impone
stili di vita e comportamenti irrazionali e schiavizzanti. Pochissimi si
salvano. I vecchi antidoti culturali o etico-religiosi che fino a
quindici-venti anni fa reggevano, sono saltati. E’ pur vero che molti collocano
le tanto agognate (?) vacanze a luglio oppure a giugno, o addirittura a
settembre, ma dal 7 al 21 agosto, tutto o quasi si deve fermare.
Non ci può
morire, ammalarsi, pretendere servizi efficienti – ma quando mai lo sono?-
perché è “il periodo di ferragosto”. Cosa fare, allora? Come sempre, di
necessità virtù.
In primo
luogo individuare dei posti o zone che durante l’anno sono iperaffollati e che
noi invece vorremmo goderci come si deve. Sì, perché il vero divertimento è un assaggio di
felicità futura e non si potrà mai trovare – gli edonisti se lo
ficchino in testa – nel rumore o nel caos beota della massa. Dopo aver
individuato i suddetti luoghi, goderseli fino in fondo: un panorama; una piazza
sempre affollata e adesso vuota e ricca di risonanze che solo gli spiriti
eletti possono sentire; un locale in cui non solo far colazione , ma leggere e
studiare come si deve. In altre parole, riconquistarsi uno spazio vitale.
Ma esistono
anche attività utili e piacevoli al tempo stesso come le micro-ristrutturazioni
in casa (tinteggiare o intonacare una stanza, preparare la legna per l’inverno,
ecc…) che i “carnali” beoti edonisti credono inutili e faticose, ma che invece
innalzano lo spirito e danno grande gioia, quella della restaurazione dell’Ordine
dal caos.
Non potete
sapere quante attività riesco a fare ogni anno in questi giorni,
che, per uno come me che detesta l’estate con tutti i suoi riti neopagani e
frivoli, rappresentano un contraltare di piacevole efficienza in attesa dell’amato
mese di settembre.
Bye from Kaiser Franz
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